per il Partito Sociale


A Reggio Calabria i GAP avanzano!
3 Dicembre, 2008, 11:26 am
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A Reggio Calabria, tutto inizia con l’acquisto collettivo del pane a prezzo calmierato da parte di Rifondazione a alcune associazioni, dopodichè Confcommercio spreca fiumi di inchiostro sulla stampa calabrese e chiede l’intervento della Polizia Municipale per fermare i Gap, appellandosi alle nuove ordinanze del sindaco-sceriffo Scopelliti contro l’”abusivismo” e l’accattonaggio. Il direttore reggino dell’associazione di categoria insorge contro la distribuzione del pane a un euro e chiede il rispetto della “legalità” e delle norme igieniche”. Gli fa eco Assopanificatori della Piana di Gioia Tauro, invocando con toni minacciosi il blocco di “qualsiasi iniziativa che specula su un prodotto e cerca di mettere alla gogna mediatica una categoria”. Ma questi attacchi non ottengono nulla se non come risposta il riconoscimento istituzionale dei Gruppi di Acquisto Popolari da parte della Provincia di Reggio Calabria.
L’ala più oltranzista dei commercianti, infatti, non solo non trova sponde nella società civile ma viene isolata anche dall’intero arco delle forze politiche operanti sul territorio. A votare l’ordine del giorno contro il carovita e per il calmieraggio dei generi alimentari di prima necessità, proposto dal capogruppo di Rifondazione Comunista Omar Minniti, è il Consiglio provinciale all’unanimità, senza che ciò comporti alcun ritocco del testo originario. Nella seduta dello scorso 27 novembre, l’assemblea dell’Ente – dalla sinistra radicale al Pd, fino ai gruppi del Pdl – riconosce che “in numerose città italiane, compresa Reggio Calabria, si sono autorganizzati i Gap, i Gruppi di Acquisto Popolare, finalizzati ad intervenire sulla filiera distributiva, accorciandone i passaggi e producendo un effetto indotto di calmieramento dei prezzi” . In particolare, nell’odg si afferma che “la distribuzione da parte dei Gap di pagnotte da un chilo ad un euro, nel rispetto delle norme vigenti sull’igiene degli alimenti, dimostra che è possibile immettere sul mercato prodotti di qualità a prezzi socialmente sostenibili”. Non si manca di denunciare che molto spesso i rincari dei generi di prima necessità “sono prodotti più da movimenti speculativi che dalle dinamiche dell’economia reale”.
Il Consiglio provinciale di Reggio, nel dispositivo, impegna il Presidente e l’Assessore alle Attività produttive delle iniziative di welfare sociale che garantiscano la tutela delle fasce di reddito più deboli nel loro potere d’acquisto. E, nello specifico, “a promuovere un accordo con le associazioni di categoria del commercio, le imprese della distribuzione e i rappresentanti dei consumatori, al fine di rendere disponibili una serie di prodotti a prezzi bloccati fra quelli considerati di prima necessità, a partire dal pane”.
I Gap e Rifondazione Comunista salutano questo primo risultato ottenuto, ma restano vigili e ben lungi dalla smobilitazione. Anzi, alzano il tiro e chiedono alla Provincia di essere conseguente e di provare a fissare politicamente i prezzi. Chiedono che i Gruppi di acquisto siano incentivati dall’Ente e che a questi siano forniti degli spazi dove autorganizzare la distribuzione e il controllo dei prezzi e della qualità dei prodotti. Qualcosa già bolle in pentola. A una settimana dall’approvazione dell’odg contro il carovita, l’Assessore alle Attività produttive Antonino Scali annuncia un incontro per dare gambe ai primi interventi. Convoca un tavolo istituzionale chiamando alla responsabilità la Camera di Commercio, Confcommercio e Confesercenti e invitando tutte le associazioni dei consumatori operanti nel Reggino. Sarà un incontro pubblico, aperto anche agli organi d’informazione. E non è tutto. Come interlocutori vengono riconosciuti anche i Gap, che parteciperanno a pieno titolo al tavolo. Nel frattempo, nei mercati di Reggio prosegue la distribuzione del pane a un euro, al quale, da qui a breve, si aggiungerà quella della pasta artigianale e delle arance.


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