per il Partito Sociale


contro il carovita e la crisi, arriva il manuale per creare le CASSE DI RESISTENZA
26 Gennaio, 2009, 10:13 am
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In alcune parti d’Italia, nel disastro della crisi , si stanno sviluppando nei luoghi di lavoro alcune forme di resistenza sociale e di mutualismo, fra queste oltre ai GAP ( gruppi di acquisto popolare contro il carovita) ci pare interessante lavorare sulla creazione delle casse di resistenza. Come dipartimento Partito Sociale forniamo una traccia di lavoro per cercare di agevolare ulteriormente tali pratiche di autorganizzazione sociale e renderle riproducibili. Ancora una volta il motto prima fare e poi parlare ci pare il miglior modo per far si che da questa sperimentazione si possa sedimentare quella solidarietà di classe positiva,  contro l’impoveriemento generalizzato prodotto dal capitalismo e dalla speculazione. Forniamo oggi la versione 0.0 del manuale per come attivare una cassa di resistenza, perchè ci aspettiamo da tutt* utili  contributi per riaggiornare, come se fosse un programma free software il manuale.

Per far questo si può scrivere direttamente sul blog o scrivere una mail a piobbico@hotmail.com

Come attivare una cassa di resistenza. Versione 0.0  

Quando in un luogo di lavoro si sviluppa una vertenza non dobbiamo soltanto esprimere la nostra solidarietà, non dobbiamo soltanto attivare  i canali istituzionali per cercare di tutelare i lavoratori, dobbiamo anche materialmente e finanziariamente sostenere la lotta dei lavoratori e delle lavoratrici, questo tipo d’intervento va inteso come un’ulteriore estensione della lotta, sia nella durata che nella possibilità di coinvolgere altri settori sociali. Per questo pensiamo che sia necessario cercare di sviluppare forme di sostegno finanziario in grado di supportare i lavoratori nella lotta, per questo occorre creare una rete di solidarietà territoriale composta da partiti ed associazioni che abbia il compito di sostenere questa vertenza. Pensiamo che sia impraticabile, se pur necessario, poter pensare in questa fase a forme di solidarietà generalizzata a livello di territorio. Questo obbiettivo è di lungo periodo, almeno inizialmente ci pare praticabile sostenere le singole vertenze, e costruire con esse percorsi riproducibili. Ancora una volta come abbiamo lavorato per i gruppi di acquisto popolari, la tecnica orizzontale dello scambio da pari a pari ( peer to peer) ci pare la più concreta nell’agire concreto del partito sociale.   Quale Forma   Innanzitutto occorre sentire la disponibilità, della RSU dell’azienda coinvolta nella crisi. Se la RSU accoglie la nostra proposta occorre subito che si nomini un cassiere che abbia il compito di raccogliere i finanziamenti. Il cassiere deve essere eletto fra tutti i lavoratori, compresi i lavoratori che si trovano in cassa integrazione, sia i lavoratori ai quali non è stato rinnovato il contratto, e comunque tutti i lavoratori subordinati ( secondo noi anche le partite Iva mascherate da lavoro autonomo che lavorano per l’azienda madre dovrebbero essere coinvolti). I lavoratori e le lavoratrici a loro volta, eleggono un consiglio di solidarietà o comitato di gestione che può essere composto da 3 a 5 membri che ha il compito di attuare le linee d’indirizzo generali che decide l’assemblea, ( Per le situazione di lotta prolungata può rendersi utile e necessario dare una forma organizzativa più strutturata all’esterno, proponendo che alle riunioni del consiglio partecipi come osservatore, e quindi senza diritto di voto, un rappresentante della rete di solidarietà territoriale che sostiene la cassa). Spetta quindi all’assemblea esprimere le priorità di finanziamento rispetto agli obbiettivi, mentre spetta al consiglio di solidarietà l’attuazione diretta degli stessi.  Il consiglio ha l’onere una volta al mese di rendicontare le spese, e di riportarle in assemblea, in forma di bilancio pubblico le decisioni.   FINALITA’ DELLA CASSA Posto che la gestione concreta può variare fortemente a seconda delle situazioni, del carattere della vertenza e della capacità di raccogliere i contributi in maniera più o meno significativa, e che da questo dipenderanno le scelte concrete per gli indirizzi e la gestione della cassa, alcune ipotesi possono essere: ·       Sostegno ad iniziative di lotta generali ·       Forme di sostegno non direttamente economico ( buoni pasto, mensa popolare, sostegno al gruppo di acquisto, ecc) ·       contributi economici diretti per situazioni di particolare gravità ·       Sostegno a singoli lavoratori sottoposti a licenziamento politico o altri provvedimenti repressivi   Come sostenere la cassa di resistenza   ·       Va creato un conto corrente postale al quale vengono inviati i finanziamenti. Organizzare cene di finanziamento, feste, concerti, lotterie, collette, sottoscrizioni, manifestazioni sportive, chiedere che gli artisti del luogo dedichino i ricavati di una propria opera  per sostenere la cassa di resistenza, sono le azioni principali che devono svolgere i circoli e le associazioni. Occorre inoltre chiedere pubblicamente che vengano destinati i gettoni di presenza dei consigli, delle società partecipate, alla cassa di resistenza.   Cassa e Contrattazione Territoriale Oltre al sostegno nelle forme della solidarietà diretta, pensiamo che sia importante chiedere alle amministrazioni pubbliche, nonché ad altri soggetti economici (coop, municipalizzate, enti di locazione,  ecc) di contribuire sia con versamenti diretti, sia con erogazione di servizi a prezzi calmierati o gratuiti, o anche nella dilazione delle bollette di propria competenza. Lo stesso meccanismo si dovrebbe attuare con le banche locali rispetto al pagamento dei mutui ed altri ratei. I GAP ( gruppi di acquisto popolare) possono essere un utile strumento per sostenere la lotta nei luoghi di lavoro, dato che controbuiscono ad abbassare il prezzo dei prodotti alimentari, si potrebbe utilizzare tale strumento per contrattare con le realtà locali panieri di prezzi di solidarietà per i lavoratori e le lavoratrici in lotta.


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