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VERSO IL PARTITO SOCIALE
Democrazia Partecipazione Mutualismo
JOLLY HOTEL DE LA GARE
Piazza XX Settembre, 2 Bologna – Italy
Introduce Piobbichi Francesco – resp. Partito Sociale PRC
Intervengono
Mimmo Porcaro – A crisi Sociale Partito Sociale
Paolo Favilli – Il partito come classe
Matteo Gaddi - Il partito sociale nella storia del movimento operaio
Lidia Menapace – Partito Sociale e Rosa Luxembourg
Lorenzo Guadagnucci – Neomutualismo ed economie della sobrietà
Luciana Maroni – Gap, Gas, Distretti di economia solidale: un altro mondo è possibile”
Ne discutono :
Fabrizio Nizi – Action
Tonino Perna – Sinistra Euromediterranea
Una rappresentante dei Sem Terra
Un rappresentante del Sinn Feinn
Una rappresentante della Die linke
Paolo Ferrero Segretario di Rifondazione Comunista
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ROMA – L’Antitrust ha sanzionato le aziende produttrici e le associzioni di categoria del settore della produzione della pasta per quasi 12,5 milioni di euro per intese restrittive della concorrenza. Per il Garante le società Amato, Barilla, Colussi, De Cecco, Divella, Garofalo, Nestlè, Rummo, Zara, Berruto, Delverde, Granoro, Riscossa, Tandoi, Cellino, Chirico, De Matteis, Di Martino, Fabianelli, Ferrara, Liguori, Mennucci, Russo, La Molisana, Tamma, Valdigrano, insieme all’Unipi, Unione Industriali Pastai Italiani, hanno “posto in essere un’intesa restrittiva della concorrenza” finalizzata a concertare gli aumenti del prezzo di vendita. I produttori sanzionati – fa sapere l’Antitrust con una nota – sono rappresentativi della stragrande maggioranza del mercato nazionale della pasta (circa il 90%) e Unipi è l’associazione di categoria più rappresentativa del settore. Sono invece risultate estranee all’intesa, a diverso titolo, le società Gazzola, Mantovanelle e Felicetti, nei confronti delle quali era stata ugualmente avviata l’istruttoria.
Sono mesi e mesi che denunciamo che sui generi di prima necessità è in atto un cartello speculativo. Continueremo a chiedere al Governo d’intervenire per fissare il prezzo politico dei generi di prima necessità, dal pane alla pasta.
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IL PARTITO SOCIALE SI STA TRASFERENDO SU WWW.PARTITOSOCIALE.ORG
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“SIAMO ALLA FRUTTA” – L’iniziativa contro il carovita organizzata dalla Federazione e dal Circolo cittadino di Rimini è stata un successo strepitoso. La prima uscita di Rifondazione contro il carovita a Rimini, è stata vendere mele a 0.75 euro al Kg,in uno dei quartieri più popolari di Rimini. La distribuzione sarà ripetuta le prossime domeniche in altre zone e rioni della città. In poco più di 2 ore sono andati a ruba quasi 400 kg di mele. Il lato più positivo è stato che la gente non capitava per caso davanti al banchetto, ma era informata (grazie ai volantinaggi ed anche ai media locali) della distribuzione e in molti si sono fatti alcuni km per venire ad acquistarle. Questo è stato un segno forte di come la crisi e la difficoltà ad arrivare a fine mese sia reale, anche in zone storicamente ricche come la nostra. Le discussioni con le persone, mentre riempivono di mele le borse per la spesa, ci hanno dato dopo molto tempo una percezione della realtà che avevamo perso, troppo impegnati da troppo tempo come siamo stati, in un contorto schema mentale dove il mondo era solo all’interno del partito tra scissioni, identità, governi si e governi no, ecc.ecc. ecc. Le iniziative contro il carovita hanno il doppio vantaggio di farci tornare ad essere percepiti come utili ed anche efficaci dalle nostre fasce sociali di riferimento, e contemporaneamente di farci rendere conto di come noi da tempo avevamo abbandonato la strada dell’iniziativa sociale e dell’auto-organizzazione, delegando interamente la risoluzione dei problemi e del rapporto con la popolazione, al livello istituzionale e alla nostra presenza nelle maggioranze che governano i territori. Nel Comune di Rimini il programma del Sindaco prevedeva la creazione di mercati dei produttori atti a snellire la filiera distributiva facendo abbassare in questo modo i prezzi dei generi di prima necessità. Questo punto del programma dopo due anni e mezzo di governo non è stato ancora realizzato, esclusivamente perché le associazioni locali del commercio, che a Rimini garantiscono un bacino elettorale molto grande per il Pd, stanno mettendo il veto su questo punto timorosi di perdere parte dei loro profitti. Il successo dell’iniziativa di domenica servirà anche per realizzare quel punto del programma del Sindaco fino ad ora rimasto nel dimenticatoio, costringendo il Pd ad attuare nel nostro territorio politiche concrete atte ad alleviare gli effetti della crisi sui ceti più deboli. Avanti con il Partito Sociale è l’unica strada percorribile per fare rinascere la voglia di Sinistra tra la gente! Vittorio Buldrini – Rimini
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I prezzi alla produzione continuano la loro vertiginosa discesa. Rispetto a gennaio 2008, il prezzo del grano è calato di ben il 60%, passando da 0,48 € a 0,19 € al kg. Il petrolio, è arrivato a quota 38 dollari al barile, mentre, solo tre settimane fa, era quotato oltre i 42 dollari al barile, ma mentre avviene questo la speculazione selvaggia contribuisce ad alzare i prezzi dei generi alimentari come pane e pasta . I lavoratori così pagheranno il doppio la crisi, in termni di lavoro perso, di diritti tolti, in termini di spesa. Continuando così le famiglie italiane si trascineranno dietro, anche per il 2009, un maggior costo per l’alimentazione di ben 564 € all’anno ( da Federcosnumatori ). Sempre secondo tale associazione, le famiglie, a causa di ciò, hanno pesanti ripercussioni. Facendo l’esempio di una famiglia che consuma, in media, 1 Kg di pane al giorno, si ha una spesa annua complessiva maggiorata di 270 €. Per lo stesso consumo di pasta, una famiglia spenderà 146 € in più l’anno. Per quanto riguarda il latte, invece, per un consumo medio di 1 litro al giorno, la spesa risulterà più elevata di 62 € l’anno. Tutto ciò dimostra l’esistenza di una grave speculazione dell’intera filiera, sulla quale bisogna porre la parola fine. Chiediamo il prezzo politico dei generi di prima necessità, inviatiamo i GAP ad attivarsi per denunciare questa speculazione continuando la distribuzione, per denunciare l’infamia di un governo che non trovi di meglio che inventarsi le squadracce legalizzate invece che difendere chi non arriva a fine mese.






