per il Partito Sociale


PROCESSATE BERLUSCONI NON IGAP
20 Febbraio, 2009, 12:36 pm
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Ieri (sabato 14 febbraio 2009), si è verificato un episodio spiacevole ma al contempo significativo.
Come avviene ormai da un mese a questa parte, i Giovani Comunisti di Rifondazione stavano distribuendo pane al prezzo ribassato di 1 euro al chilo, presso il mercato di Piazza Duomo.
Sebbene l’esercizio di tale attività no profit sia stato regolarmente dichiarato e siano state osservate tutte le norme in materia di igiene, l’ira funesta di qualche fervente anticomunista deve essere intervenuta per sollecitare un ennesimo controllo da parte delle autorità sanitarie, le quali hanno ravvisato qualche vizio di forma di assoluta irrilevanza riuscendo infine ad interrompere la distribuzione.
Ciò che colpisce è che, come giustamente hanno urlato le centinaia di piacentini accorsi al banchetto, si colpiscano politicamente iniziative di solidarietà e di lotta al caro vita mentre chi specula, chi lucra sulle spalle e sulla sicurezza dei lavoratori viene spesso incensato e fatto onorevole, quando non Presidente del Consiglio.
Le Piacentine e i Piacentini intervenuti in difesa dei Giovani Comunisti lo hanno detto chiaramente alle forze dell’ordine accorse sul luogo: “processate Berlusconi e non questi ragazzi!”.
Ma la repressione non ci ferma e sabato prossimo saremo di nuovo in piazza per continuare il nostro percorso, per continuare a ripetere che “noi la crisi non la paghiamo!”.

Segreteria provinciale Rifondazione Comunista.



A SUD, A SINISTRA. Di Angela Lombardi
18 Febbraio, 2009, 3:01 pm
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Abbiamo cominciato a lavorare alla costruzione dei gap, dentro la campagna contro il carovita, sul finire di ottobre. In autunno, dopo una estate segnata dall’aumento vertiginoso dei prezzi dei beni di prima necessità come pane e pasta, dalla scossa elettrica di una sconfitta elettorale senza precedenti, dal corto circuito ormai chiaro e privo di scorciatoie con la società,  da un congresso che, per la sua carica di strumentalità, ha “spezzato” tutti noi e ci ha rinchiuso in un dibattito interno che ha isolato ulteriormente un partito ferito. E’ prevalsa la voglia però di riprendere il filo di una politica che ritrova se stessa a ridosso dei bisogni, nelle pieghe della società, quel desiderio di provare a coniugare conflitto e democrazia e per questa via ritornare ad essere utile. (continua…)



REGGIO CALABRIA; BENE IL PROTOCOLLO D’INTESA CON COMMERCIANTI E CONSUMATORI, MA LA PROVINCIA MANTENGA TUTTI GLI IMPEGNI NELLLA LOTTA AL CAROVITA.
18 Febbraio, 2009, 1:36 pm
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 I Gruppi di Acquisto Popolare e l’Associazione “8 Minuti” hanno preso parte al secondo tavolo sul carovita, organizzato ieri dall’Assessore Provinciale alle Attività produttive, Dott. Antonio Scali. In quella sede, da parte della Provincia di Reggio Calabria, è stata avanzata la proposta di un protocollo d’intesa con le associazioni di categoria dei commercianti, in primis Confcommercio e Confesercenti, e quelle dei consumatori, avente come oggetto la vendita del pane ad un euro al kg per il periodo di un anno. Si tratta di un’iniziativa che salutiamo positivamente, in quanto è mossa dalla volontà di contrastare il carovita e, in particolare, l’impennata dei prezzi dei generi di prima necessità nel territorio reggino. Ovviamente, non può essere concepita come una misura esaustiva capace di risolvere sin dalle fondamenta il dramma che vivono migliaia di famiglie della nostra Provincia, ma il messaggio che si lancia è da cogliere. Riteniamo che il protocollo d’intesa proposto a commercianti e consumatori debba essere ancora migliorato, prevedendo un numero maggiore di esercizi disposti a vendere il pane a prezzo politico, coprendo i principali comuni della provincia reggina: i trenta negozi previsti nella bozza di protocollo non bastano a soddisfare le esigenze della collettività. I quantitativi di pane venduto a prezzo calmierato devono tenere conto della percentuale di famiglie che vivono sotto la soglia della povertà presenti nel territorio provinciale. Chiediamo, inoltre, che dall’accordo venga esclusa la grande distribuzione e si favoriscano le piccole aziende, specie quelle familiari e artigiane, che subiscono più di altre gli effetti della crisi economica. Aspettiamo risposte celeri, in particolare da Confcommercio e Confesercenti, che già nel precedente incontro e in una nota stampa del Dott. Funaro, avevano assicurato di avere un elenco di panificatori associati che già da un anno vendono il pane a un euro al kilo. Ma intimiamo anche alla Provincia di non temporeggiare ulteriormente. Al contempo, riteniamo opportuno che si vada avanti anche sulle altre proposte emerse dalle due riunioni del tavolo provinciale. Non è più rinviabile, per esempio, la costituzione di un Osservatorio sul carovita, capace di visionare mensilmente l’andamento dei prezzi al dettaglio e calmierare gli stessi. Inoltre, auspichiamo che l’Amministrazione provinciale, in sede di approvazione del Bilancio di previsione, mantenga tutti gli impegni assunti pubblicamente, in particolare quelli relativi al sostegno ai Gruppi di Acquisto Popolari (GAP) e Solidali (GAS), ai Farmer Market e alla riduzione dei passaggi della filiera commerciale. Il nostro è un atteggiamento senza preconcetti, propositivo, ma continueremo a vigilare e, soprattutto, non smobiliteremo le campagne in corso nel nostro territorio: anche nelle prossime settimane i GAP continueranno a distribuire generi di prima necessità a prezzo politico. Dopo il pane e la frutta, si passa alla pasta! Il Presidente dell’Associazione “8 Minuti” Giuseppe Canale



A Roma si lavora per il primo SPA ( Spaccio popolare Autogestito)
17 Febbraio, 2009, 5:35 pm
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Nella lotta contro il carovita e la speculazione sui generi alimentari le istituzioni pubbliche locali possono fare la loro parte. L’attuale congiuntura economica sta, infatti, comportando pesanti sacrifici alle famiglie anche per i continui rincari dei prezzi che spesso sono prodotti più da movimenti speculativi che non dalle stesse dinamiche dell’economia reale. D’altronde, i risultati delle indagini statistiche pubblicate negli ultimi mesi continuano a fotografare una situazione sociale del Paese sempre più allarmante e drammatica: le famiglie italiane continuano ad impoverirsi e l’area del disagio sociale si allarga a macchia d’olio coinvolgendo anche i cosiddetti “ceti medi”. Alcuni dati statistici sono emblematici: una famiglia su tre non sarebbe in grado di far fronte ad una spesa imprevista di 700 euro; oltre 7 milioni di persone si trovano ormai al di sotto della soglia di povertà; quasi un milione e trecentomila persone dichiarano di essersi trovate, nel corso degli ultimi dodici mesi, in situazioni di momentanea difficoltà per soddisfare i propri bisogni alimentari. Ovviamente, anche la città di Roma non è esente da tali fenomeni. Anzi, spesso, le situazioni di disagio sociale si presentano in forma più acuta proprio nelle grandi aree urbane. Secondo i risultati di una ricerca prodotta dall’Osservatorio della società creditizia Easy Money Franchising, una sorta di supermercato del prestito, emergerebbe un dato impressionante: a Roma, negli ultimi due anni, il numero delle persone che hanno deciso di cedere il quinto della propria retribuzione per ottenere un finanziamento è aumentata del 350%. Un vero e proprio boom che dimostra che anche nella Capitale sempre più famiglie sono costrette ad indebitarsi per far fronte all’aumento del costo della vita. A fronte di tutto ciò, è inaccettabile il fatto che le istituzioni pubbliche, comprese quelle locali, rinuncino ad intervenire sui processi in atto per contrastare la devastazione sociale prodotta dall’aumento del costo della vita. Partendo da questo punto di vista, il Consiglio del XVII Municipio di Roma ha recentemente approvato un atto indirizzato alla Giunta di centrodestra del Comune di Roma per chiedere una serie di iniziative finalizzate a sostenere il potere di acquisto delle famiglie. L’atto approvato invita la Giunta del Comune di Roma a realizzare accordi con le associazioni di categoria al fine di calmierare i prezzi di alcuni generi alimentari di maggiore consumo, a istituire spacci comunali per la vendita diretta – a prezzi popolari – di alcuni beni di prima necessità, a bloccare le tariffe dei servizi comunali, a prevedere all’interno dei mercati rionali spazi per attività di commercio equo e solidale e per produzioni locali di qualità e, infine, a promuovere e incentivare modelli di consumo solidale sull’esempio dei gruppi di acquisto popolari che, in questi ultimi mesi, sono sorti in molti quartieri della nostra città. In questo modo, partendo proprio dalle diverse esperienze territoriali maturate a Roma con la promozione dei gruppi di acquisto popolare, abbiamo voluto proporre al Comune di Roma alcune iniziative che, se sviluppate realmente, permetterebbero non solo di avere una ricaduta sulle dinamiche che governano i prezzi di alcuni generi alimentari, ma anche di incentivare modelli di consumo e di produzione alternativi fondati sulla socializzazione dei saperi riguardanti il consumo critico e consapevole e sul sostegno delle produzioni locali ed eco-compatibili. Insomma, dopo questa prima fase di sperimentazione che ha visto la nascita e la diffusione dei gruppi di acquisto popolare nei territori, l’intenzione è quella di riuscire ad operare un vero e proprio salto di qualità che ci permetta di coinvolgere nella battaglia contro il carovita e la speculazione le stesse istituzioni di prossimità. In tal senso, il prossimo obiettivo potrebbe essere proprio quello di provare a costituire, con la collaborazione delle amministrazioni municipali, spacci popolari per la distribuzione, a prezzi popolari, di alcuni generi alimentari di prima necessità. Spacci che potrebbero essere gestiti direttamente dagli stessi soggetti sociali interessati alla lotta contro il carovita, organizzati sia dal punto di vista della produzione (associazioni) che del consumo (gruppi di acquisto popolari e solidali). Tali spacci popolari avrebbe non solo l’obiettivo di calmierare i prezzi di alcuni generi alimentari, permettendo l’incontro tra domanda e offerta sulla base del criterio della filiera corta, ma anche quello di diventare, sul territorio, un luogo a disposizione dell’autorganizzazione sociale per sedimentare a livello locale nuove forme di economia solidale e partecipata. Giovanni Barbera – Presidente del Consiglio Municipio Roma XVII (Prc)



Miseria
13 Febbraio, 2009, 1:34 am
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Oggi, l’ISTAT ci dice che il 5,3% delle famiglie ha avuto difficoltà ad acquistare cibo, l’11% a far fronte a una malattia, il 16,9% non riesce ad acquistare abiti, l’8,8% è in arretrato con le bollette e il 3,7% con l’affitto o il mutuo casa. Nessuna preoccupazione, il governo offrirà oltre alla social card un’edizione speciale del grande fratello,  la Lega dal canto suo sta già pensando ad un pacchetto sicurezza che autorizza a sparare ai  pensionati che rubano nei supermarket.